Stomaco

Una buona alimentazione è sufficiente a fornire il collagene necessario al benessere del corpo?

Il collagene è una delle proteine più importanti del corpo umano, riveste un ruolo fondamentale nel funzionamento di molti organi e di tessuti come le cartilagini e l’apparato osteoarticolare, la pelle, i capelli e le unghie. Questa proteina è soggetta a una costante usura, ma possiamo reintegrarla mangiando carne (e pesce). Ma è davvero sufficiente mangiare le giuste dosi di carne per fornire al nostro organismo la quantità di collagene necessaria al nostro benessere fisico?
Purtroppo non è così semplice. Scopriamo perché le carni che acquistiamo non riescono a fornirci il giusto apporto di collagene.

PERCHÉ LA CARNE CHE ACQUISTIAMO CONTIENE POCO COLLAGENE

Le carni migliori, dal punto di vista nutritivo e gastronomico, sono quelle che contengono poco tessuto connettivo (e quindi, come vedremo, poco collagene).

La carne che acquistiamo potrà anche nutrirci nel modo giusto, ma spesso non contiene la quantità di collagene adatta a reintegrare quella che il nostro organismo perde ogni giorno. Da alcuni anni l’etichettatura delle carni macinate preconfezionate prevede l’indicazione del rapporto collagene/proteine.

carne-collagene2

La dicitura “rapporto collagene/proteine inf. 18”, fa riferimento a un regolamento europeo relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori (Reg.ue 1169/11).
Cerchiamo di capire la differenza tra qualità della carna e qualità (o, meglio quantità) di collagene presente in essa:

la qualità della carne si basa in particolare sul suo contenuto in proteine ad elevato valore nutrizionale e con alta digeribilità. Quelle presenti nel tessuto muscolare sono certamente le più “nobili”, poiché facilmente assorbibili dall’organismo umano.
Al contrario le proteine contenute nel tessuto connettivo sono di più difficile digestione. Il collagene è senza dubbio la proteina maggiormente presente in questo tipo di tessuto e quindi, da un punto di vista nutritivo, minore è la sua presenza nella carne e maggiore sarà la qualità del prodotto. Bisogna comunque chiarire che questo è un discorso di natura prettamente alimentare.
Dunque, di fronte a questa scarsità, come reintegrare la principale proteina del nostro organismo, se la carne che consumiamo è ritenuta “migliore”, da un punto di vista nutritivo, quando ne è priva?

Più la carne è dura, più collagene contiene

La “carne” è l’insieme di tessuti e organi dell’animale macellato. I tessuti si classificano in tre modi:
1 – Tessuto adiposo: carne di buona qualità deve avere una certa quantità di grasso che garantisce: alti valori nutrizionali, sapore e consistenza gustosi. Questo tessuto è composto da cellule in cui si accumulano trigliceridi e altri lipidi, una riserva di carburante per l’organismo.

carne-collagene4

2 – Tessuto muscolare: è la parte magra, composta da fibre muscolari, a loro volta formate da proteine: actina e miosina. Queste proteine influenzano la morbidezza della carne. Le fibre muscolari sono disposte in fasci longitudinali, per questo diciamo che la carne “ha un verso” quando la tagliamo.

3 – Tessuto connettivo: nutre, sostiene e collega organi e tessuti. È ricco di collagene.
La quantità di tessuto connettivo dipende da:
– l’età: animali giovani hanno meno tessuto connettivo;
– la provenienza del taglio di carne: più i muscoli vengono esercitati e usati, più sono ricchi di tessuto.

Il collagene è la proteina più rappresentativa di questo tessuto: gli conferisce resistenza. Anche l’elastina ha un ruolo importante, gli conferisce elasticità. Entrambe sono responsabili dell’indurimento della carne degli animali adulti. Infatti, a livello gastronomico, il tessuto connettivo è duro da masticare e poco appetibile.
Più collagene è presente, più dura è la carne.

carne-collagene3

IL COLLAGENE È ALLA BASE DEL BENESSERE DEL NOSTRO ORGANISMO

Il collagene grazie alla sua duttilità svolge una importante varietà di funzioni nel nostro organismo. È elastico nella nostra cute, duro e consistente nelle unghie, filamentoso e flessibile nei capelli e nelle fibrille dell’osso, liquido nelle secrezioni. Nell’osso funziona da matrice organica, deputata al deposito dei minerali che gli conferiscono rigidità. Senza il suo intervento, il calcio scorrerebbe via inutilizzato. Sulla cute e sulle mucose stende invece un velo di protezione che svolta questa funzione si disgrega nutrendo i tessuti sottostanti.

Oltre ad essere la principale proteina del nostro organismo, il collagene si distingue per la molteplicità delle sue funzioni e, conseguentemente, delle patologie derivanti dalla sua carenza: l’affezione morbosa legata all’insufficiente apporto delle materie prime d’origine alimentare indispensabili per la rigenerazione fisiologica dei tessuti, degli organi e degli apparati in sofferenza che prende il nome di collagenopatia carenziale.

Il ruolo fisiologico del collagene era già noto negli ultimi decenni del secolo scorso, ma soltanto per particolari funzioni e aspetti. Il trattato del 1977 Biochemistry di Lehninger descrive le molteplici funzioni del collagene.
Il Textbook of Medica/ Physiology del 1986 va oltre, prestando particolare attenzione all’apparato osteoarticolare: afferma infatti che il collagene funge da matrice organica, deputata al deposito dei sali minerali nelle ossa. Aggiunge inoltre che l’osteoporosi è causata più da un difetto di questa matrice organica, che non dal mancato apporto di sali minerali. l ricercatori di SBM sono stati i primi a raccogliere la massa di informazioni disponibili sul collagene, a rielaborarla e tradurla in quadro nosografico utile a comprendere le patologie e successivamente a intervenire su di esse.

Il collagene è anche la proteina più soggetta a una perdita continua, quotidiana. È stato calcolato che la sua perdita giornaliera corrisponda a circa 20 grammi di aminoacidi. In parte essi sono rimpiazzati dall’organismo riciclando le proteine usurate, in parte sono assunti e reintegrati con il cibo.
Da qui nasce l’idea di ricorrere a una parziale idrolisi del collagene (a livello di integratori), che ne facilitasse la digestione e l’assimilazione sotto forma degli aminoacidi che servono all’organismo per rigenerarlo (Silvestrini e Kirschner, 2000).

Il collagene è anche la proteina più soggetta a una perdita continua, quotidiana. È stato calcolato che la sua perdita giornaliera corrisponda a circa 20 grammi di aminoacidi. In parte essi sono rimpiazzati dall’organismo riciclando le proteine usurate, in parte sono assunti e reintegrati con il cibo.
Da qui nasce l’idea di ricorrere a una parziale idrolisi del collagene (a livello di integratori), che ne facilitasse la digestione e l’assimilazione sotto forma degli aminoacidi che servono all’organismo per rigenerarlo (Silvestrini e Kirschner, 2000).

slide-collagene

COME REINTEGRARE NATURALMENTE IL COLLAGENE

Reintegrare quotidianamente il collagene è fondamentale per assicurare il benessere dell’intero organismo. È molto importante che il collagene assunto, sia per via orale che per via topica, sia idrolizzato: questo processo di scomposizione dei legami chimici ne facilita l’assorbimento a livello digestivo o cutaneo, riuscendo ad apportarne la giusta quantità al nostro corpo.

Non è un caso se i farmaci SBM contengono tutti collagene parzialmente idrolizzato, proprio per agevolarne l’assimilazione da parte del nostro organismo. Il collagene parzialmente idrolizzato è stato notificato alle Autorità sanitarie e introdotto nell’uso corrente come integratore alimentare, nel rispetto della sua proprietà distintiva, che consiste nel sostegno al funzionamento fisiologico dell’organismo.

Da quel momento le documentazioni sperimentali di efficacia si sono moltiplicate in varie condizioni: da quelle che hanno a che vedere con le patologie (come l’artrosi e l’osteoporosi) a quelle che riguardano la carenza di collagene (come la collagenopatia carenziale) e la fisiologia del nostro organismo.

Il collagene è la proteina più soggetta ad una continua perdita. Questa può essere legata a diverse cause:

  • il mancato apporto alimentare di proteine: il collagene è principalmente presente nella carne e nei suoi derivati;
  • una ridotta capacità digestiva, che abitualmente si verifica con l’avanzamento dell’età;
  • l’utilizzo di farmaci, inclusi i comuni antinfiammatori, che riducono la produzione di collagene da parte dell’organismo;
  • la gravidanza;
  • le attività sportive e lavorative usuranti.

Potrebbe interessarti anche