PROGETTI DI RICERCA

S.B.M. sviluppa continuamente progetti di ricerca scientifica:

affezioni degenerative

Agenti naturali per le affezioni degenerative

Il progetto punta sul controllo del processo di denaturazione, aggregazione e condensazione proteica che sostiene le malattie condensazionali (demenza senile, artrite reumatoide, ulcere distrofiche, aterosclerosi, cataratta, nefrolitiasi, etc.). Si distingue per la solidità delle conoscenze di base, per l’originalità dei saggi di attività e per il ricorso ad agenti naturali, dotati di un iter registrativo relativamente semplice e rapido.
antinfiammatori

Antinfiammatori SPEDERES

Il progetto è imperniato sul principio SPEDERES (speed dependent response), secondo il quale il farmaco agisce in funzione non solo delle sue caratteristiche intrinseche, ma anche della rapidità del contatto con l’organismo. La somministrazione sublinguale consente, modulando opportunamente l’assorbimento degli antinfiammatori non steroidei, di ottimizzarne l’efficacia e la sicurezza. L’innovatività di questo approccio è testimoniata da un deposito brevettuale, in fase d’estensione internazionale.

Vaccini SPEDERES

Il principio SPEDERES si applica anche ai vaccini, integrando le due teorie dell’immunità prenatale (Burnet (1959) e della rete immunitaria idiotipica (Jerne, 1974) e spiegando fenomeni altrimenti incomprensibili (reazioni autoimmunitarie scatenate dalla brusca immissione in circolo di proteine endogene, mancato rigetto di proteine esogene rilasciate lentamente). Il progetto si propone di migliorare l’efficacia, la praticità d’impiego e la sicurezza degli attuali vaccini iniettivi.
biosensori

Biosensori analogici

Il progetto prevede la realizzazione di biosensori ispirati al funzionamento dell’organismo umano, da applicare al controllo chimico-fisico e biologico dell’ambiente in genere, delle acque, degli alimenti e delle materie prime farmaceutiche.
Molecola Ossitocina
Energolytics
Un nuovo approccio alla terapia antitumorale: Adjudin, una molecola originale di SBM che agisce sul metabolismo energetico della cellula tumorale. I dati attualmente disponibili ne lasciano prevedere un impiego preferenziale nel glioma, una delle forme tumorali più resistenti alla chemio e radio terapia. Gli studi sono condotti in collaborazione con l’Università di Shangai e il Population Council di New York.