Iniziamo con l’assorbimento attraverso la cute, la cui importanza è spesso sottovalutata. Alcuni trattati riportano il caso degli avvelenamenti causati dalla nicotina contenuta nel tabacco, il cui succo ristagnava negli sgabelli concavi dove sedevano le operaie addette alla sua lavorazione. L’assorbimento attraverso la cute spiega le intossicazioni causate da farmaci che nel passato erano incautamente incorporati nei cosmetici, nelle tinture per capelli e nelle creme spalmate sul corpo per proteggersi dalle ustioni solari o dalle smagliature. La letteratura riporta il caso delle malformazioni fetali causate da preparazioni contenenti alte dosi di vitamina A, che dalla cute della madre arriva fino al feto. Oggi i controlli sono più severi, ma la prudenza non è mai eccessiva.

I cerotti a base di nicotina che i fumatori usano per disintossicarsi sfruttano un’altra caratteristica dell’assorbimento percutaneo, consistente nella sua capacità di tradursi in depositi sottocutanei, dai quali il farmaco è rilasciato lentamente. In questo modo la nicotina permane nel sangue più a lungo che nel caso del fumo. Ciononostante i cerotti di nicotina hanno avuto poco successo. In primo luogo essi non comportano la ritualità insita nella preparazione e nell’accensione della sigaretta o della pipa, che fa parte del piacere del fumo. In secondo luogo attraverso la cute la nicotina si assorbe più lentamente che con il fumo, non procurando la sferzata di effetti cui il fumatore è abituato. Questo spiega perché le sigarette elettroniche hanno successo: riproducono sia la ritualità, sia la sferzata che il fumatore attende e desidera. Comportano anch’esse dei pericoli e non liberano dalla dipendenza alla nicotina, come risulta chiaramente nel parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità il 4 giugno 2013, ma evitano l’inalazione dei prodotti cancerogeni derivanti dalla combustione del tabacco. In questo modo possono salvare dal cancro del polmone molti fumatori che non riescono a liberarsi dalla dipendenza alla nicotina. Secondo il saggio principio della riduzione del rischio, chi le ha inventate meriterebbe una medaglia al merito della salute pubblica.

L’inalazione del fumo della sigaretta convenzionale, e del vapore di quella elettronica, chiama in causa la velocità d’assorbimento dei farmaci. Per capirne l’importanza, si pensi a come si reagisce diversamente all’arrivo dei clandestini secondo che sbarchino simultaneamente o alla spicciolata. Nel primo caso bastano poche decine per fare notizia nei telegiornali, spaventare e alimentare sentimenti xenofobi. Nel secondo alimentano un sentimento di solidarietà, che spinge a rifocillarli e ospitarli.

La stessa regola vale per le infezioni: se sono a insorgenza brusca evocano una reazione immunitaria di rigetto, se s’instaurano lentamente addormentano le difese e si cronicizzano.