Salute e medicina Naturale

Gli integratori alimentari

Gli integratori alimentari sono così definiti a livello europeo: “Prodotti destinati a integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze, quali le vitamine e i minerali, aventi un effetto nutritivo o fisiologico” (Direttiva com. 46/02, art. 2).

In parole semplici, gli integratori alimentari sono prodotti volti a garantire l’assunzione di principi nutritivi essenziali per le funzioni fisiologiche e, implicitamente, per la salute.

Questi principi sono tipicamente rappresentati dalle vitamine, dagli acidi grassi e dagli aminoacidi classificati come essenziali, dallo iodio, dal ferro e da altri elementi.

La capacità di integrare la dieta con sostanze quali vitamine e minerali, la cui carenza è causa di malattie devastanti, qualifica a pieno titolo gli integratori alimentari come medicinali.

I loro prototipi sono stati i protagonisti di alcuni dei maggiori successi conseguiti dalla medicina nella lotta contro le malattie. Basta pensare al succo fresco di fegato che Ippocrate usò contro la xeroftalmia, un’affezione oculare legata alla ridotta secrezione delle lacrime, il velo protettivo e nutritivo in mancanza del quale la superficie dell’occhio si secca, si ulcera e si opacizza.

Si pensi inoltre ai successivi impieghi di questo stesso integratore alimentare e dei suoi derivati nel rachitismo e nell’anemia perniciosa, o al succo d’agrumi di James Lind nello scorbuto e alla pula di riso dell’ammiraglio Takaki nel beriberi, una devastante neuropatia periferica.

La mancanza di vitamine e minerali, o l’apporto insufficiente, si traduce in carenze pericolose, al limite invalidanti o mortali. Alcune di queste patologie sono praticamente scomparse nei paesi ad alto tenore di vita, dove l’alimentazione è ricca e abbondante: si pensi, ad esempio, allo scorbuto e al gozzo endemico.

Purtroppo, alcune patologie stanno riaffiorando non solo con la diffusione di diete sbilanciate o comunque sbagliate, ma anche in forme subdole o nuove.

Si pensi ad esempio alle malformazioni fetali da carenze vitaminiche, all’anemia ipocromica dello sportivo o alla collagenopatia carenziale, patologia di recente scoperta.

Un altro esempio importante è dato dalla condizione dell’anziano, nel quale le carenze nascono da un difetto non tanto dell’alimentazione, quanto piuttosto delle sue capacità digestive e assimilative.

Il loro controllo è affidato alla Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, le dosi non devono superare i limiti di sicurezza (upper safe level, UL) tenendo conto della RDA (recommended dietary allowance) o del VDR (valore di riferimento).

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