Il farmaco naturale e quello mercenario coesistono da sempre, con ruoli complementari: il primo combatte le malattie rafforzando l’organismo, il secondo lo assiste, intervenendo al suo posto.

Il farmaco naturale, detto anche fisiologico o moderno in riferimento alla sua attualità, allontana le malattie e ne ripara gli eventuali danni facendo leva sulla composizione e sul funzionamento dell’organismo. Esiste da sempre, ma oggi rappresenta il frutto di una ricerca scientificamente e tecnologicamente avanzata, che lo ricava da composti grezzi, incerti nella composizione e negli effetti, trasformandoli in principi attivi efficaci e sicuri, oltre che disponibili a costi accettabili e in quantità elevate. Questo farmaco ha una storia, che se letta con attenzione consente di prevederne l’efficacia e la sicurezza evitando o riducendo il ricorso a collaudi sull’animale e sull’uomo che sono impegnativi, oltre che eticamente discutibili. È l’unico capace, facendo leva sulle proprie forze, di sconfiggere per sempre le malattie. Lo testimonia il ricordo delle affezioni carenziali e delle epidemie infettive praticamente scomparse dalla faccia della terra.

Il farmaco mercenario assiste l’organismo malato, combattendo le malattie al suo posto.
A partire dal secolo scorso è stato prevalentemente sostituito da molecole di sintesi assenti in natura, espressione di una capacità creativa in precedenza considerata attributo divino. È stato quindi dotato di uno speciale certificato brevettuale di proprietà, che privilegiando la novità chimica ne ha favorito la diffusione, a discapito del naturale. Questo farmaco è venuto alla ribalta nella prima metà del secolo scorso, salvando milioni di pazienti da infezioni altrimenti letali. In seguito ha affrontato con successo ogni genere di malattia, mentale e somatica, spingendosi fino al controllo della sfera emotiva e sessuale. In questo modo ha inciso profondamente nel bene, ma in parte anche nel male, sulle condizioni di vita dell’intera umanità. Non avendo alle spalle una storia analoga a quella del naturale, il farmaco mercenario composta una quota elevata di rischi e pericoli. Il problema è emerso con la tragedia delle malformazioni fetali causate dalla talidomide, ma si era già posto in precedenza. Da allora le Autorità sanitarie hanno imposto collaudi sempre più severi, che ne hanno migliorato il profilo di sicurezza, ma hanno comportato un aggravio talmente elevato di tempi e costi, da risultare insostenibile perfino alle multinazionali. Il suo flusso di conseguenza è progressivamente rallentato, fino quasi ad esaurirsi. Il rinnovamento dell’armamentario mercenario è oggi prevalentemente affidato alla rivalutazione tecnologica e terapeutica di molecole presenti sul mercato.

Il farmaco naturale sta ridimensionando il farmaco mercenario, ma non potrà mai sostituirlo. Allo stesso modo, la Protezione civile che soccorre i terremotati potrà essere ridimensionata, ma non certo sostituita completamente dalla tutela dell’ambiente.

(Tratto da Il farmaco moderno. Un patto esemplare tra uomo e natura. Bruno Sillvestrini, 2014. Carocci Editore, Roma)