Gli antichi dicevano: «La dose fa il veleno». È un principio elementare, ma anch’esso è spesso ignorato. Tempo fa i giornali hanno riportato la notizia che un noto magistrato aveva disposto il sequestro di un integratore alimentare a base di bioflavonoidi, sostanze naturali presenti anche in molti cibi e in alcuni medicinali. Il provvedimento è stato preso in seguito alla notizia, pubblicata da un’autorevole rivista scientifica, che queste sostanze sono genotossiche e potrebbero favorire la leucemia infantile (Strick et al., 2000). In questa circostanza non c’è stato l’errore di ritenere intrinsecamente sicure le sostanze naturali, ma se n’è commesso un altro: non si è tenuto conto delle dosi. Anche i pomodori, le patate e altri vegetali commestibili contengono sostanze genotossiche, ma non per questo sono pericolosi. Lo diventerebbero qualora se ne ingerisse non qualche etto, come di solito avviene, ma qualche tonnellata. «I bioflavonoidi: tanto rumore per nulla»: così è stato liquidato questo episodio in una nota apparsa sul Bollettino d’informazione dei farmaci del ministero della Salute (2002). Nel frattempo si erano alimentati timori infondati, che avevano disorientato il pubblico. È successo per colpa non tanto del magistrato che ha disposto il sequestro, quanto piuttosto degli scienziati che hanno diffuso informazioni incomplete.