Pelle, Salute e medicina Naturale

Pelle e collagene: una storia vera

La storia di Maria Ines a prima vista potrebbe sembrare un racconto di fantascienza, invece si tratta di una storia vera, che porta con sé importanti novità in ambito medico. Ovviamente non stiamo parlando di “miracoli”, ma di scienza: solo studi e ricerche approfondite hanno permesso di scoprire e valorizzare il collagene in ambito curativo, come dimostra la storia raccontata in questo articolo.

COME IL COLLAGENE MARINO HA SALVATO LA MIA PELLE: LA STORIA DI MARIA INES

È l’autunno del 2016, siamo nel nord-est del Brasile, a Russas. Maria Ines Candido da Silva è una donna di 36 anni, madre di due bambini, e lavora come cameriera nel ristorante Casa Velha. È un giorno come tutti gli altri, quando all’improvviso la sua vita cambia per sempre: il fornello a gas della cucina del ristorante esplode, Maria Ines e altri suoi colleghi si salvano, ma i loro corpi sono gravemente feriti. L’esplosione causa ustioni di secondo grado su braccia, collo e parte del viso di Maria Ines. La donna si trova così ricoverata d’urgenza all’ospedale, con ferite profonde. Non sa ancora che sarà il collagene a salvare la sua pelle.

trattamento-pelle-pesce-collagene“L’esplosione mi ha lasciato con delle terribili ferite.
Ero in uno stato di agonia assoluta e cercavo disperatamente
qualsiasi cosa che potesse alleviare la mia sofferenza”

È proprio in questa situazione che un’equipe di medici brasiliani le offre un’opportunità nuova, curare le ustioni con un metodo sperimentale innovativo: usando pelle di pesce. Tocca a Maria Ines scegliere se accettare.

“Quando i medici mi hanno suggerito di mettere pelle di pesce sulle ferite ho trovato l’idea davvero strana. Ma ho colto al volo l’occasione perché hanno anche detto che sarebbe stato molto meno doloroso rispetto al trattamento normale e più facile da gestire“.

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È così che la vita di Maria Ines cambia ancora una volta nel corso di poche ore. Quella che la paziente ha definito una “bizzarra esperienza” non è altro che una terapia alternativa che prevede di rivestire le ferite con la pelle di un pesce, la tilapia.

Maria Ines ha dichiarato che vivere giorno dopo giorno con la pelle di pesce sul corpo “è stato come essere in un film di fantascienza”. La sensazione è stata molto particolare, soprattutto dopo la prima applicazione.

“In un primo momento la pelle era veramente fredda, ma in pochi minuti non sentivo più dolore, ma solo una sensazione di freschezza molto confortevole. Sono stata molto davvero sorpresa e grata: perché quella pelle di pesce non emette neanche odore

IL TEAM MEDICO DI RICERCA

Questa innovativa medicazione biologica è frutto del lavoro di un team di ricercatori guidato dal dottor Odrico Moraes, dalla professoressa Elisabete Moraes e dalla dottoressa

Ana Paula Negreiros, che lo hanno studiato, messo a punto e perfezionato per oltre due anni presso il dipartimento Nucleus of Research and Development of Medicines (NPDM) dell’Università Federale del Ceará (UFC).

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I coordinatori del progetto sono i chirurghi plastici Edmar Maciel e José Frota dell’Institute Burns Unit (IJF) di Fortaleza e il dottor Marcelo Borges, del São Marcos Ospedale SOS ustioni e ferite Unità di Recife. La procedura ha successivamente completato le prove del progetto pilota, che ha interessato circa cinquanta pazienti.

IL TRATTAMENTO DELLA PELLE FERITA

La pelle del pesce tilapia, che contiene grandi quantità di collagene, è stata applicata sul braccio sinistro, sul collo e sul viso di Maria Ines per 11 giorni. I medici hanno mantenuto la pelle di pesce sulla mano sinistra della paziente per un periodo più lungo, perché le ferite riportate sull’arto erano più profonde delle altre.

La pelle di pesce rimane applicata sulle ustioni, coperta da bende esterne, per un periodo medio di 7-11 giorni prima di essere rimossa.
Maria Ines è stata visitata ogni due giorni durante questo periodo di applicazione, per controllare che le medicazioni fossero sempre intatte.

I medici hanno infine rimosso la pelle di pesce con l’ausilio di vaselina, perfetta per sollevare in maniera delicata la medicazione dalle zone guarite.

Tilapia

La tilapia è stata scelta perché:

  • è resistente alle malattie
  • è uno dei pesci d’acqua dolce più comuni del Brasile
  • la sua pelle è molto resistente alla trazione, flessibile e facile da modellare

IL RUOLO DEL COLLAGENE NEL TRATTAMENTO

Le strisce di pelle di pesce sono state applicate con precisione sulle ferite, in modo da aderire perfettamente alla cute. L’analisi laboratoriale della pelle di tilapia ha rivelato che contiene i livelli ottimali di collagene di tipo uno e un alto tasso di umidità, quindi ha bisogno di molto tempo per asciugarsi e seccarsi.
Queste sono caratteristiche cruciali e perfette per accelerare la guarigione delle ustioni e per fornire ai pazienti proteine essenziali alla pelle e all’organismo.

I ricercatori hanno sottoposto la pelle del pesce a un rigoroso processo di vulcanizzazione, decontaminazione, raffreddamento e a tutti quei processi utili rimuovere tessuto muscolare, tossine e le possibilità di malattie trasmissibili. In questo modo hanno anche eliminato il fastidioso odore di pesce dalla sua pelle. La pelle di pesce viene poi conservata, per un massimo di due anni, in strisce di 10 e 20 centimetri all’interno di banchi refrigerati a San Paolo.

Il dottor Maciel ha dichiarato: “Abbiamo scoperto che la pelle di pesce offre risultati significativamente migliori nel processo di cura e guarigione delle ferite gravi causate da ustioni. La pelle di tilapia innesca la guarigione nella stessa quantità di tempo delle creme attualmente in uso nel trattamento convenzionale. Ma i benefici di questa tecnica alternativa includono la riduzione del trauma e del dolore sofferto dai pazienti”.

Un risultato davvero stupefacente. La pelle di pesce riduce al minimo la perdita di liquidi, plasma e proteine (collagene, in primis) ​​dalla zona lesa e riduce drasticamente anche il rischio di infezione. E il trattamento è molto più economico di quello convenzionale.

“Gli infermieri hanno utilizzato creme quando sono arrivata.
Sentivo un dolore lancinante e alcune delle mie ferite erano veramente profonde.
Quando mi hanno messo le creme sulle ferite è stato come se mi avessero torturata”

UN TRATTAMENTO CHE CONSIGLIO

In Brasile, il trattamento convenzionale per ustionati comporta l’uso di sostanze che guariscono le ferite in circa due settimane. Richiede medicazioni quotidiane e i pazienti sono spesso costretti ad assumere antidolorifici supplementari per far fronte al trauma della procedura. In alcuni casi lo stress può interferire con il processo di guarigione.

I feriti, grazie alla nuova terapia, non hanno bisogno di prendere antidolorifici e inoltre, come abbiamo visto, la pelle di pesce riduce i tempi di guarigione di alcuni giorni.

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Maria Ines dopo la terapia è tornata a casa dai suoi bambini, la sua pelle ora sta bene e le macchie causate dal nuovo tessuto cutaneo ricresciuto accanto alla sua carnagione mulatta non sono niente in confronto alla paura e al rischio di complicazioni. La donna ha dichiarato che la pelle di pesce e il collagene contenuto in essa hanno fatto la differenza nel suo processo di cura e guarigione: “Ho amato il trattamento e lo consiglio a tutti coloro che hanno sofferto come me”.

LA LEZIONE DEL COLLAGENE

Questo caso straordinario ci insegna, anche se sarebbe meglio dire ci ricorda, che la natura – se supportata da rigorosi studi scientifici – può essere centrale nei processi di cura e guarigione dell’uomo.
Il secondo insegnamento, o dato oggettivo, che emerge dalla storia di Maria Ines è legato al “potere” del collagene: non stiamo parlando di magia, ma di scienza: test clinici e laboratoriali che garantiscono efficacia e sicurezza nell’impiego sui pazienti.

Il gel barriera Yttiogel funziona in modo del tutto simile alla pelle di pesce tilapia: a base di collagene marino idrolizzato, prima lenisce la pelle, poi si dissolve liberando gli aminoacidi necessari al rinnovamento cutaneo. Funge da “cerotto biologico”, permettendo alla pelle di respirare e, dissolvendosi, le fornisce i nutrienti utili a velocizzare la sua naturale rigenerazione.

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