Stomaco

Reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo è una patologia molto diffusa in Italia, dove un terzo delle persone ne soffre almeno una volta al mese. La patologia dà come sintomo più evidente un intenso bruciore di stomaco che può essere localizzato nella zona centrale del petto, oppure nella zona bassa dell’addome.

A volte, al bruciore si può anche associare la sensazione di rigurgito di sostanza acida, che risale dallo stomaco fino all’esofago. Oltre all’acidità, si può percepire la digestione come un processo faticoso e molto lento. Questi sintomi si verificano con maggiore intensità dopo i pasti e quando la persona è sdraiata in posizione supina.

PARTI INTERESSATE DAL REFLUSSO: STOMACO ED ESOFAGO

Il reflusso gastro-esofageo consiste in ritorno del contenuto gastrico attraverso la regione anatomica che lo separa dall’esofago. Questo fenomeno può essere assolutamente asintomatico, quando tenuto sotto controllo dai meccanismi fisiologici di base, quali la peristalsi o il flusso salivare; si parla, invece, di condizione patologica, comunemente indicata con l’acronimo MRGE (malattia da reflusso gastroesofageo), quando si riscontrano sintomi di rilevante intensità, associati o meno a  segni di danno a livello esofageo, riscontrabili con pratiche diagnostiche.

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SINTOMI DEL REFLUSSO

La fisiologia dello stomaco si basa sull’acido cloridrico, una sostanza essenziale per sterilizzare il cibo e prepararlo all’assorbimento, ma corrosiva e capace di erodere la mucosa, con effetti come:

  • gastriti (caratterizzate dal bruciore di stomaco) o bruciore dietro lo sterno (detto pirosi),
  • nausea, vomito

DIFFERENZE IN BASE ALL'ETÀ

I dati presenti in letteratura stimano che, ad oggi, più di 5 milioni di italiani siano affetti da reflusso gastroesofageo, con uguale distribuzione tra le fasce d’età e i sessi.

NEONATI E BAMBINI

Nei neonati e nei bambini è ancora più difficile la distinzione tra condizione fisiologica e fisiopatologica, sia per la grande eterogeneità dei sintomi, sia per la mancanza di test diagnostici di facile pratica.

ADULTO

L’incidenza del reflusso negli adulti è variabile e presenta un picco tra i 35 e 45 anni. Non è da sottovalutare che, a causa della varietà dei quadri clinici, si possa avere una visione sottostimata della reale incidenza della patologia.

CAUSE DEL REFLUSSO GASTROESOFAGEO

reflusso gastroesofageoLa malattia da reflusso gastroesofageo è una patologia riconducibile a diversi fattori, spesso, difficilmente identificabili.

Le cause del reflusso possono essere molteplici, come ad esempio il malfunzionamento della valvola che separa stomaco ed esofago (cardias) o la presenza di un’ernia iatale.

Giocano un ruolo di primaria importanza anche fattori fisio-patologici, infatti, un aumento della pressione intra-addominale, caratteristico delle persone obese, ma anche delle donne in gravidanza, predispone maggiormente al rischio di reflusso gastro-esofageo.

Le possibilità diagnostiche sono diverse: dalla classica endoscopia, ad altri esami più avanzati, che permettono al medico di controllare al meglio le condizioni e i movimenti dell’esofago del paziente.

REFLUSSO NOTTURNO

I sintomi del reflusso gastro-esofageo possono essere esacerbati durante la notte. Questo perché la posizione supina favorisce la retro-diffusione dei succhi gastrici verso l’esofago. Perciò, un valido ausilio è rappresentato dal sollevamento della testata del letto del paziente di alcuni centimetri.

REFLUSSO DA STRESS

Sebbene non sia del tutto evidente una correlazione tra lo stress e l’insorgenza di reflusso gastro-esofageo, una possibile ipotesi di interdipendenza tra queste due condizioni è ipotizzabile. Lo stress, in particolar modo, favorisce i meccanismi di ipersecrezione gastrica, che contribuiscono all’insorgenza della sintomatologia.

COMPLICAZIONI DERIVATE DAL REFLUSSO GASTRICO

Il passaggio, continuo ed abbondante, del succo gastrico nell’esofago può provocare un danno a livello della mucosa, che si traduce in fenomeni erosivi e ulcerosi, o in complicanze ancora più gravi come la stenosi e l’esofago di Barret. Non meno frequenti risultano essere stati infiammatori che interessano la faringe, la laringe e la trachea, fino, addirittura, all’insorgenza di problematiche bronchiali. Anche se più rara, in alcuni pazienti la sintomatologia da reflusso sfocia in fenomeni emetici, nausea e vomito, anche se le cause di questi eventi sono più difficilmente identificabili.

MRGE: MALATTIA DA REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO

Il reflusso gastro-esofageo è una condizione fisiologica, fin quando non si manifesta con una frequenza ed una intensità tali da influenzare la condizione fisica di un individuo, inducendo importanti complicanze e richiedendo opportuni interventi terapeutici. In queste circostanze si parla di malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE)

La contemporanea presenza di bruciore retrosternale (pirosi), associato o meno a rigurgito è solitamente sufficiente per diagnosticare la MRGE. Oltre ad una situazione strettamente connessa al distretto interessato, la MRGE è caratterizzata, anche se non necessariamente, da una sintomatologia di tipo extraesofageo, contraddistinta da:

  • Tosse
  • Laringite e bruciore in gola
  • Asma da reflusso
  • Erosione dentale

RIMEDI PER COMBATTERE IL REFLUSSO GASTRICO

Accanto ai rimedi di tipo farmacologico, incentrati su terapie antiacide ed antisecretorie, sono importanti una serie di accorgimenti e rimedi, per tenere maggiormente sotto controllo la sintomatologia da reflusso.

ALIMENTAZIONE PER IL REFLUSSO

Il principale accorgimento si basa sul controllo del peso corporeo, ancor prima di qualsiasi approccio terapeutico. Mantenere, quindi, uno stile di vita corretto, praticando attività fisica e non eccedendo nella quantità dei pasti. Fondamentale non coricarsi subito dopo aver mangiato e tenere sollevata la testata del letto di alcuni centimetri.

Cibi da evitare

Può essere consigliato evitare o, perlomeno, non eccedere nell’assunzione di cibi che influenzino la secrezione acida dello stomaco (alcool, caffè ecc..).

RIMEDI NATURALI

Il nostro organismo, per difendere lo stomaco dall’acido cloridrico, si serve da un lato di un manto protettivo steso sulla mucosa dello stomaco e del duodeno, dall’altro di un sistema detto “acidostato” che controlla i livelli di acidità mantenendoli entro i limiti di sicurezza. Esaurita l’azione protettiva, il manto si disgrega, nutrendo i tessuti sottostanti e l’intero organismo.

Il problema del reflusso gastrico, fino a oggi è stato affrontato a livello farmacologico con la somministrazione di antiacidi, antisecretori gastroprotettori. Tutte cure efficaci, ma potenzialmente associate a effetti collaterali che possono limitarne i benefici.

Il collagene idrolizzato aiuta a mantenere il pH dello stomaco ai valori naturali e, quando unito al calcio fosfato tribasico, è in grado di creare un manto protettivo all’interno dello stomaco che non solo avverte i picchi di acidità gastrica, ma riesce a neutralizzarli prontamente, prima che abbiano effetti dannosi.

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PREVENZIONE CONTRO IL REFLUSSO

Sicuramente la prevenzione e la cura del reflusso gastroesofageo, sono favorite da uno stile di vita sano. Una corretta alimentazione può infatti ridurre molto la sintomatologia.
Ecco alcuni consigli:

  • evitare di ingerire porzioni eccessive di cibo e di sovraccaricare lo stomaco: meglio la giusta quantità di cibo per tante volte al giorno, piuttosto che troppo cibo nei canonici tre pasti (colazione, pranzo e cena);
  • masticare lentamente, prendendosi il giusto tempo per ingerire i cibi;
  • masticare chewing-gum: la salivazione e la frequenza di deglutizione aumentano;
  • non fare sforzi fisici rilevanti a stomaco pieno;
  • non mettersi a dormire subito dopo aver mangiato.

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